Induratio Peni Plastica E Viagra


Viagra ( Sildenafil )



“Dottore, può riaddrizzarmelo?”. Da uomo a uomo

Appuntamento numero 19 con DA UOMO A UOMO, la rubrica di Versiliatoday dedicata alla sessuologia, all’andrologia e all’urologia, curata dal dottor Luca Lunardini. Oggi approfondiamo il tema affrontato la scorsa settimana.

Abbiamo visto, nella puntata scorsa, come la Induratio Penis Plastica, nonostante sia malattia molto diffusa (un italiano su sette!) e sia nota da ben 250 anni, (correva il 1743, quando veniva inquadrata da Monsieur de La Peyronie, chirurgo francese di Luigi XV), abbia a tutt’oggi un’origine abbastanza oscura e discussa.

foto by http://www.flickr.com/photos/rayblue/

Questa peculiarità, per una patologia che è, si innocua, ma anche decisamente “sconveniente”, rende non sempre efficace la terapia intrapresa pur nella teorica ampiezza delle cure possibili.

In effetti quella della cura della Induratio Penis è una faretra con molte frecce, purtroppo spesso non molto affilate, anche se, per rimanere nella metafora, si può sempre lanciarne più di una, e magari anche assieme.

L’indicazione terapeutica è pertanto controversa quanto sono controverse le opinioni sulla sua origine; la molteplicità dei trattamenti è giustificata dal fatto che tutti i principi terapeutici, soprattutto medici, possono essere, a causa dei risultati spesso relativi, oggetto di discussione.

Sulle Indicazioni generali vi è comunque concordanza:

  1. il trattamento deve essere farmacologico conservativo negli stadi precoci (infiammatori) e nei pazienti giovani.
  2. Chirurgico conservativo negli stadi più avanzati e in età relativamente giovanile.
  3. Chirurgico protesico nei pazienti in età medio-elevata, quando la placca è diffusa e quando c’è già una rilevante disfunzione erettile.
  1. La terapia più affermata e seguita è a base di Vitamina E, all’incirca 900mg al giorno. Antiossidante per eccellenza, è una delle sostanze più attive contro i radicali liberi derivanti dall’ossigeno, i l s uo scopo, in questa malattia, è ridurre le sostanze chimiche che danneggiano progressivamente le fascie-pericavernose.
  2. Spesso la Vitamina E è associata ad altri antiossidanti, spesso fitoterapici, come l’acido paraminobenzoico (Potaba), Avocado, propoli, mir tillo, Licopene, Cranberry, Selenio, ecc.
  3. Taluni di questi farmaci sono anche disponibili sotto forma di creme da applicare giornalmente sul pene.
  1. Talvolta interessanti risultati si ottengono con l’applicazione intrapalacca (o tramite iniezione diretta con aghi di insulina o tramire laser-idroelettroforesi) di più farmaci, in particolare COSTISONICI e VERAPAMIL. La logica per i cortisnonici è ovvia essendo questi i farmaci antiinfiammatori per eccellenza (essendo, alla fin fine, l’Induratio una malattia infiammatoria). Per il VERAPAMIL, calcio antagonista utilizzato in genere nei problemi cardiaci, il razionale è più per addetti ai lavori, semplificando possiamo dire che è in grado di inibire la produzione, da parte di alcune particolari cellule, di collagene che è una delle componenti principali delle cicatrici (e questo in fondo è l’Induratio: una cicatrice conseguente ad una infiammazione cronica).

La terapia fisica

negli stadi iniziali cicatriziali puo’ essere associato l’utilizzo di streccing,

  1. o tramite appositi apparecchi (vi ricordate la puntata sulla cura dell’impotenza?)
  2. o tramite i farmaci della categoria del Viagra, sopratutto a basso dosaggio giornaliero (ad esempio Cialis 5 mg tutte le mattine). L’uso di questi farmaci è, tra l’altro, spesso indicato, perchè la induratio penis può portare con se anche problemi di erezione.

In pazienti in cui le placche sono più estese e soprattutto quando è presente un incurvamento acquisito penieno superiore a 45° con retrazione e accorciamento del pene, tale da rendere la penetrazione vaginale problematica, diviene opportuna l’opzione chirurgica.

  1. Quando il problema principale + l’incurvamento, si possono effettuare tecniche chirurgiche di raddrizzamento consistenti nell’asportazione di parti di albuginea a livello del lato opposto alla placca.(intervento di Nesbit)
  2. In alternativa, in pazienti giovani con conservata validità dell’erezione, si può asportare la placca con successiva applicazione di patch di vari materiali con l’obiettivo di restituire la lunghezza persa a causa della retrazione cicatriziale.
  3. Si può, infine, prendere in considerazione l’impianto di protesi peniene nei pazienti affetti da induratio penis plastica di età medio-elevata (50-60 anni) o anche nei soggetti più giovani ma con accertato grave danno vascolare alla erezione.

Una notizia che ha già suscitato forte interesse tra gli andrologi e i numerosi malati di Induratio: I l 6 dicembre la Food and Drug Administration (l’Agenzia americana del farmaco) ha approvato l’utilizzo di un nuovo farmaco per il trattamento della malattia di Peyronie. Si tratta del Xiaflex ed è la prima terapia non chirurgica approvata ufficialmente in America per questo utilizzo. Tutte le terapie mediche sopra descritte e fino ad ora proposte venivano infatti utilizzate off label .

Xiaflex è un enzima, chiamato collagenasi, derivante da un batterio, il Clostridium Histolyticum, che funziona come agente degradante del collagene, la sostanza responsabile dell’ispessimento a placca e della conseguente retrazione\incurvamento del pene in erezione.

L’efficacia e la sicurezza di Xiaflex sono state dimostrate da più studi clinici. I pazienti trattati con il farmaco hanno mostrato una riduzione media della curvatura del pene del 40% circa e un miglioramento significativo dei disturbi associati alla patologia. Gli effetti collaterali sono stati modestissimi (ematoma del pene, gonfiore del pene e dolore).

La terapia con Xiaflex consiste in un massimo di 4 cicli di trattamento. Ogni ciclo prevede due iniezioni di 0.58 mg di farmaco direttamente all’interno della placca (un po’ come si fa ora per iniettarvi il cortisone). Non è ancora noto se e quando l’EMEA (agenzia europea del farmaco analoga all’FDA americana) autorizzerà anche in Europa l’uso del farmaco. Per il momento, il farmaco verrà utilizzato in Europa nell’ambito di trial clinici sperimentali autorizzati.

Una errata corrige : un attento e preparato lettore mi ha inviato una simpatica e cortese email nella quale mi segnala, giustamente, un mio “patriottico” refuso. Nella puntata precedente in effetti ho attribuito natali italiani al grande anatomico Andrea Vasalio, in realtà, pur avendo a lungo insegnato nella nostra penisola ( dove fu talmente apprezzato da averne il nome italianizzato) era in effetti di origini fiamminghe.

Il DR. Luca Lunardini è Medico-Chirurgo, Specialista Urologo con incarico di Alta Specializzazione in Andrologia, è dirigente medico presso la Unità Operativa di Urologia della A.S.L. 12 Versilia.

Membro della società italiana degli Urologi Ospedalieri e della Società Italana di Andrologia, ha fatto parte della Commissione Oncologica Nazionale del Ministero della Salute ed è stato Presidente della Sezione Provinciale di Lucca della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori.

Il Dr. Lunardini è contattabile per qualsivoglia approfondimento via email al seguente indirizzi:[email protected]

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